Paleoarte: una lunga “storia d’amore” fra arte e scienza

Esiste un campo dell’arte che unisce il rigore della scienza alla creatività per ridare vita a mondi e creature preistoriche: stiamo parlando della Paleoarte. Questo incontro fra due universi così lontani, eppure sorprendentemente complementari, produce vere e proprie ‘opere d’arte’ originali che tentano di ricostruire la preistoria – organismi e ambienti del passato – in maniera quanto più possibile fedele a quello che poteva essere il nostro mondo nel passato più antico.
La ricostruzione scientificamente plausibile permette ai paleoartisti di lavorare a stretto contatto con esperti e di studiare le prove più importanti che sono a nostra disposizione: i fossili. Tutti i dati scientifici, una volta raccolti e analizzati, portano a formulare ipotesi che danno poi il via alla rappresentazione paleoartistica: a ulteriore conferma del rigore di questa disciplina e che non ci si può ‘improvvisare’ disegnatori a caso. Come la scienza (paleontologia, biologia, geologia, scienze naturali) da cui ricava i dati necessari, anche la Paleoarte non è una disciplina immobile: cambia adattandosi alle nuove scoperte.
Le tecniche utilizzate sono molto differenti fra loro: dalla pittura tradizionale e digitale – più comunemente usate – alla scultura, animazione ed effetti visivi.
La Paleoarte è un campo dinamico in continua evoluzione: ogni opera d’arte è una “finestra sul passato” che non possiamo più vedere, ma possiamo benissimo immaginare grazie a questa forma d’arte.

Se oggi, quindi, possiamo vedere come era fatto un Tyrannosaurus rex, tanto per citare uno dei dinosauri più iconici della storia, così come abbiamo chiaro in testa come siano fatti leoni, zebre e molti altri animali che oggi possiamo vedere, è grazie all’enorme lavoro che svolgono paleoartisti e paleoartiste. Un lavoro di grande responsabilità nei confronti del grande pubblico.

Ma quale è stata la prima opera di Paleoarte della storia?
‘Duria Antiquior’, un acquerello dipinto nel 1830 dal geologo Henry De la Beche, viene considerato come la prima opera di paleoarte. È ispirato alle faune del Giurassico del Dorset (in Inghilterra) e sui fossili rinvenuti in quella zona, in particolare su molti di quelli recuperati da Mary Anning, paleontologa e ricercatrice di queste antiche testimonianze del passato.
Oggi la Paleoarte la troviamo in tanti campi diversi, spesso in versione ‘pop’: dal modellismo, ai giochi, ai film (Jurassic Park è sicuramente il primo che viene in mente, fra i tanti che sono stati realizzati).

Molti sono stati i paleoartisti che hanno influenzato questa disciplina, fra questi ne citiamo solo alcuni:
–> Charles Robert Knight (1874-1953) è considerato il padre della paleoarte moderna, particolarmente conosciuto per l’influente lavoro figurativo sui dinosauri;
–> Rudolph F. Zallinger ha realizzato l’iconico murales “The Age of Reptiles” allo Yale Peabody Museum nel 1947. Un’opera d’arte superba, per quanto paleontologicamente obsoleta perché rispecchia l’idea che si aveva dei dinosauri nella prima metà del Novecento;
–> Zdeněk Michael František Burian è un artista che effettua ricostruzioni estremamente dettagliate. Dopo aver conosciuto il paleontologo Josef Augusta, per le cui pubblicazioni fece da illustratore, devenne noto al pubblico dell’Europa occidentale diventando uno dei palaeoartisti più conosciuti;
–> Davide Bonadonna, fra gli italiani, è noto per le sue accurate ricostruzioni paleontologiche. Le sue opere sono state pubblicate in numerosi libri, musei e riviste. È l’unico paleoartista al mondo ad essere stato insignito per due volte nello stesso anno del prestigioso premio Lanzendorf (2013) promosso dalla Society of Vertebrate Paleontology (SVP), il più importante riconoscimento nel mondo della Paleoarte.

Dal 2021 il nostro Museo organizza un Premio unico nel panorama italiano: il Premio Italiano di Paleoarte, che nel 2026 è arrivato alla sua sesta edizione. Una competizione artistica il cui scopo è quello di diffondere la Paleoarte e offrire una importante vetrina a professionisti e aspiranti tali. Nel corso degli anni tantissimi sono stati gli artisti che hanno partecipato, con un importante incremento da parte di quelli stranieri che hanno permesso di toccare tutti i continenti del mondo. Anche quest’anno la competizione si terrà da marzo ad agosto, mentre a metà novembre si svolgerà la giornata dedicata al Premio con l’inaugurazione della mostra delle opere partecipanti al concorso e la premiazione ufficiale dei vincitori dell’edizione in corso. Un momento ci condivisione e di celebrazione di una disciplina che, nel tempo, è diventata sempre più importante e imprescindibile per la scienza.

Immagine di copertina: ©Davide Bonadonna, dal libro Ascesa e trionfo dei mammiferi di Steve Brusatte.

Lisa Locchi

Responsabile della comunicazione dell'Accademia Valdarnese del Poggio

Sante Mazzei

Illustratore specializzato in illustrazione scientifica e ideatore del Premio Italiano di Paleoarte

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