Paleoarte: la Preistoria che torna in vita

Quando l’arte incontra la scienza, nel nostro caso la paleontologia, si può dire che il passato riprende vita.

No, non stiamo parlando di fantascienza ma di Paleoarte, che possiamo definire come la rappresentazione artistica della vita preistorica basata su precisi studi scientifici.

Il termine fu introdotto per la prima volta da Mark Hallett nel 1986 per definire il suo lavoro di illustratore basato su scoperte scientifiche.

Storicamente sappiamo che ‘Duria Antiquior’, un acquerello dipinto nel 1830 dal geologo Henry De la Beche, viene considerato come la prima opera di paleoarte. È ispirato alle faune del Giurassico del Dorset (in Inghilterra) e sui fossili rinvenuti in quella zona, in particolare su molti di quelli recuperati da Mary Anning, paleontologa e ricercatrice di queste antiche testimonianze del passato.

A queste opere si affiancano anche tavole scientifiche, utilizzate per la maggiore dagli addetti ai lavori de settore, come quelle che per prime furono realizzate dal paleontologo Georges Cuvier, padre della paleontologia.

Troviamo la paleoarte anche nel modellismo, nei giochi, nei film (a chi non viene in mente Jurassic Park, il più famoso in assoluto?!): la competenza artistica del paleoartista viene messa a disposizione degli esperti per arrivare a ricostruzioni più accurate possibili.

Non si tratta quindi di un lavoro frutto dell’immaginazione dell’artista o di mere ipotesi, ma nasce dalla stretta collaborazione fra lo stesso artista e gli scienziati.

Illustratori, disegnatori, scultori hanno quindi un compito e, al tempo stesso, una responsabilità importanti nei confronti del grande pubblico perché devono realizzare e diffondere un’immagine che risulti il più possibile reale e, perché no, anche gradevole alla vista.

I Musei scientifici e le loro “opere d’arte”

Tutte le scoperte scientifiche devono in qualche modo poter arrivare al grande pubblico (che si tratti, ad esempio, di semplici appassionati e curiosi, di scuole, e così via) e non limitarsi solo all’ambito degli esperti del settore: ecco che qui entrano in gioco anche i Musei, luoghi d’eccellenza dove vengono esposte le testimonianze del nostro passato per essere condivise con la comunità e che veicolano in maniera corretta tutte queste scoperte.

Quando visitiamo un Museo scientifico ricco di reperti, come è il Museo Paleontologico dell’Accademia del Poggio, è normale trovare ricostruzioni visive di quella che poteva essere la vita di un tempo (fauna e flora) in quello specifico territorio.

Le immagini, ma anche le sculture e le animazioni, aiutano a comprendere meglio qualcosa che risulta a volte difficile anche solo immaginare: è quindi fondamentale che i Musei siano sempre aggiornati e al passo con i tempi per dare una corretta comunicazione scientifica.

‘Premio Italiano di Paleoarte’, la competizione artistica che mancava

All’inizio del 2021 Sante Mazzei, graphic designer e illustratore specializzato in illustrazione scientifica , ha contattato il Museo Paleontologico per proporre un’idea unica nel panorama italiano: dare vita al ‘Premio Italiano di Paleoarte’, competizione artistica il cui scopo è quello di diffondere, appunto, la paleoarte.

L’idea è stata accolta sin da subito con entusiasmo, per l’importanza del progetto in sé e per la possibilità di far conoscere al pubblico quello che è il lavoro degli illustratori scientifici e come anche questo può integrarsi perfettamente nell’ambito museale.

La competizione è stata patrocinata da due importanti realtà: A.P.P.I. – Associazione Paleontologica e Paleoartistica Italiana – e SGI – Società Geologica Italiana.

La prima edizione ha avuto un enorme successo, quasi inaspettato:

  • hanno partecipato 78 artisti da tutto il mondo;
  • sono state inviate più di 120 opere;
  • la giuria che ha valutato i lavori era composta da personalità di rilievo della scena paleontologica italiana ed internazionale.

Le opere selezionate per la competizione hanno poi costituito una mostra inaugurata in occasione del ‘Paleofest. Il Festival della Preistoria’ che si è svolto nei giorni del 2 e 3 Ottobre 2021.

Sempre all’interno della manifestazione sono stati annunciati e premiati i vincitori di questa prima edizione.

Fino al 3 Aprile 2022 le opere saranno esposte presso l’Orto Botanico dell’Università La Sapienza di Roma, all’interno della mostra “L’Impero dei Dinosauri”: un bellissimo progetto per far conoscere il mondo preistorico anche grazie ai paleoartisti e alle loro opere, realizzato grazie alla collaborazione tra il Museo dell’Orto Botanico di Roma e l’Associazione Paleontologica A.P.P.I.

Fra i tantissimi artisti che hanno partecipato, molti sono stati i giovani e giovanissimi appassionati di Preistoria che si sono già cimentati  nel campo della paleoarte.

Fra questi anche un Piccolo Grande Amico del Museo Paleontologico, da sempre appassionato di scienza e paleontologia, che non ha voluto farsi sfuggire questa occasione e che per noi è stato motivo di grandissima soddisfazione!

Lisa Locchi

Lisa Locchi

Responsabile della comunicazione dell'Accademia Valdarnese del Poggio

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