L'Osservatorio meteorologico valdarnese di Ruggero Berlingozzi
Ruggero Berlingozzi (1851-1924), del quale l’anno passato l’Accademia ha celebrato il centenario dalla morte e di cui ancora accoglie una mostra di libri e documenti, è stato un personaggio di primo piano nel Valdarno tra Otto e Novecento. Giovane di estrazione sociale molto modesta, poté compiere gli studi grazie alla paterna amicizia di Pietro Cilembrini, figura chiave dell’Accademia di metà Ottocento. Da segretario e bibliotecario del sodalizio culturale valdarnese curò innumerevoli iniziative che univano gli interessi scientifici e umanistici con una spiccata sensibilità per i risvolti sociali della conoscenza: fondatore e animatore delle scuole tecniche di Montevarchi, più tardi curatore del foglio patriottico ‘la Sementa’ durante la Prima Guerra Mondiale, promotore della nuova vita della ‘Biblioteca circolante’ con cui la collezione libraria dell’Accademia veniva messa a disposizione dei ceti popolari.
La formazione scientifica di Berlingozzi (che per tutta la vita fu insegnante di matematica) lo portò anche ad intraprendere iniziative nel campo delle scienze naturali: una tra le più rilevanti fu la fondazione dell’Osservatorio meteorologico Valdarnese. A partire dal 1883, il professore montevarchino raccolse con incredibile precisione e sistematicità i dati meteorologici rilevati in una apposita stazione a Montevarchi, omologata e riconosciuta dal Regio Ufficio centrale di meteorologia e geodinamica, e dal 1918 iscritta alla rete degli Osservatori di Stato. L’obiettivo non era soltanto quello di raccogliere dati: coerentemente con l’ispirazione di tutte le attività di Berlingozzi, si trattava di un lavoro di studio con una rilevanza pratica, che metteva a disposizione dati per migliorare la vita dei cittadini del suo tempo. Le rilevazioni di Berlingozzi venivano quotidianamente riportate in appositi registri, con l’indicazione dei dati di dettaglio sulla pressione atmosferica, le temperature (minime e massime, in tre momenti diversi del giorno), la misurazione del vento e i millimetri di pioggia, oltre che la segnalazione di eventi particolari: tutto corredato di medie mensili per facilitare il confronto e lo studio. Non è difficile immaginare la mole di lavoro che comportava seguire questa raccolta senza interruzioni e giorno per giorno per i quasi quarant’anni della vita dell’Osservatorio, dal 1883 al 1922: un impegno che non a caso non sopravvisse agli ultimi anni di vecchiaia e alla morte di Berlingozzi nel 1924.
L’esito di questo enorme lavoro si trova ancora conservato presso l’archivio dell’Accademia del Poggio, in un registro che raccoglie tutti i fascicoli annuali con alcuni materiali allegati. Come ebbe a scrivere lo stesso Berlingozzi nel 1907, “nei 25 registri, nell’atlante meteorologico e nelle carte accessorie sta dunque il materiale scientifico di un quarto di secolo, per una futura sintesi da compiersi a favore della climatologia valdarnese.”
A un secolo di distanza non possiamo che confermare quel consapevolezza: le stesse amministrazioni locali, nel predisporre piani di protezione civile per le emergenze meteorologiche, hanno talvolta tenuto conto delle serie storiche (ad esempio delle nevicate o delle piogge eccezionali) rese disponibili dai dati dell’Osservatorio. Del resto la pressione dei cambiamenti climatici del nostro tempo ha tornato a sollecitare un impegno ‘dal basso’ dei cittadini nel monitorare le manifestazioni meteorologiche, anche per arginarne gli effetti sul territorio, a conferma di quanto lungimirante fosse stata l’esperienza di Berlingozzi.
Una ricerca approfondita potrebbe consentire confronti rilevanti anche per comprendere, in un contesto specifico, le trasformazioni del clima in oltre un secolo. Verso la fine dell’estate 2025, sorprende ad esempio costatare come all’inizio del Novecento a Montevarchi tra luglio e agosto difficilmente si raggiungessero i 35 gradi: dati al tempo da segnalare come picchi singolari, e che in anni più vicini a noi sono divenuti la regola. Ma i confronti e gli studi possono essere molteplici: la documentazione dell’Osservatorio aspetta presso l’Accademia chi voglia mettere a frutto nel presente il prezioso lavoro di Ruggero Berlingozzi.
Lorenzo Tanzini
Presidente dell'Accademia Valdarnese del Poggio




