Il Museo Paleontologico nel Sistema Museale Nazionale

Ce l’abbiamo fatta! Ad agosto il Museo Paleontologico dell’Accademia è entrato a far parte del neonato Sistema Museale Nazionale, coordinato dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, e che intende mettere in rete i quasi 5.000 musei e luoghi della cultura italiani, sia pubblici che privati. Lo scopo con cui il Sistema è nato è quello di migliorare il sistema di fruizione, accessibilità e gestione del patrimonio culturale, in un’ottica di sostenibilità generale. I musei possono accedervi su base volontaria dopo un processo di accreditamento basato su requisiti qualitativi necessari, la cui logica è quella di stimolare i musei a adottare forme di gestione e programmazione del patrimonio e delle attività culturali basati su sostenibilità, innovazione, professionalità, partecipazione.
Potenziare la fruizione del patrimonio, garantire un accesso di qualità per gli utenti e il miglioramento della protezione dei beni culturali, favorire la promozione dello sviluppo della cultura e la generazione di economie di scala sono gli obiettivi specifici della creazione del Sistema, dunque.

E come raggiungere tali obiettivi? Intanto con la definizione dei cosiddetti Livelli Uniformi di Qualità, che nel linguaggio museale diventano i LUQ, stabiliti dopo un lungo e complesso lavoro congiunto del Ministero, delle Regioni, degli enti locali, di professionisti ed esperti del settore museale e della gestione del patrimonio culturale, di docenti universitari, e ispirato alle migliori pratiche internazionali.
Poi attraverso la messa in pratica di questi LUQ da parte dei musei che intendono aderire al Sistema.
Gli ambiti in cui i LUQ sono definiti sono tre: organizzazione, collezioni, comunicazione e rapporti con il territorio, articolati a loro volta in diverse sezioni. I musei devono possedere gli standard minimi obbligatori che il Sistema prevede per l’accreditamento, ma anche dichiarare quali sono gli standard di miglioramento che già mettono in pratica secondo un elenco fornito.
Vi è dunque un doppio livello, nei documenti ministeriali: il livello dell’imprescindibile e il livello dell’auspicato. E questo secondo non è meno importante del primo, perché costituisce una importante indicazione della strada da seguire per crescere, in maniera chiara e condivisa.
Il Sistema Museale Nazionale ci indica quindi a che punto i musei devono essere e dove dovrebbero andare, stabilendo un punto di partenza comune e una strada da percorrere.
Tra gli aspetti a cui i LUQ danno rinnovata importanza se ne possono sottolineare alcuni, tra molti: la gestione contabile definitiva e organizzata, con la predisposizione di documenti che permettano di monitorare la gestione economica e la sua congruità con la programmazione del museo; l’importanza del miglioramento dell’accessibilità, tenendo conto dei diversi pubblici anche dal punto di vista del comfort durante la visita; la sicurezza degli ambienti, del personale, degli utenti ma anche del patrimonio culturale, senza il quale i musei non sarebbero musei; la chiara distinzione delle mansioni e delle professionalità necessarie, comprese quelle legate alla comunicazione o alle procedure amministrative ed economico-finanziarie; la pianificazione delle attività, supportata da documenti, programmi condivisi, in cui la partecipazione e il rapporto con i soggetti del territorio è un elemento fondamentale.
E’ su questo aspetto che ci piace soffermarci un attimo in più; la nascita del Sistema Museale Nazionale è un’occasione per una valutazione interna non solo quantitativa ma qualitativa, che i musei fanno ancora troppo poco perché impegnati spesso ad affrontare scadenze, urgenze, problematiche tecniche. Specie nei musei piccoli, in cui il personale è poco, ci si trova a lavorare con una programmazione che rimane in testa, o se va bene in documenti di volta in volta elaborati per diversi scopi, ma mai del tutto organici. Si riflette poco sul territorio, sul contesto, seppure impegnatissimi nelle collaborazioni con diversi soggetti.

Il Museo Paleontologico dell’Accademia possiede i requisiti necessari alla partecipazione al Sistema Nazionale Museale, a livello di organizzazione, di gestione delle collezioni, di rapporti con il territorio e la comunità e mette in pratica già anche numerose azioni e procedure che il Ministero ritiene obiettivi di miglioramento. Questo non significa che l’obiettivo è raggiunto e basta così; piuttosto significa che si deve continuare così, con l’attenzione alla programmazione, con la cura dei rapporti con l’esterno, con le attività che mettono in sinergia le collezioni con le persone, con la gestione chiara e ordinata, con la differenziazione e il riconoscimento delle professionalità.

Possiamo dunque pensare alla nascita del Sistema Museale come una occasione di crescita che inizia già con l’istanza di accreditamento, che porta a fare autovalutazione e ad acquisire consapevolezza dei punti di forza e dei punti di debolezza, perché la crescita continui in ottica nazionale più allineante e condivisa.

Elena Facchino

Elena Facchino

Direttrice del Museo Paleontologico

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