Isidoro Del Lungo (1841-1927). Un letterato illustre presidente dell’Accademia

Isidoro Del Lungo è stato un personaggio illustre della cultura italiana tra ‘800 e ‘900, un intellettuale impegnato nella vita pubblica, una voce autorevole nel campo degli studi storici e letterari, ma anche una figura molto legata al Valdarno e presidente dell’Accademia del Poggio.

 La sua traiettoria biografica iniziò a Montevarchi, dove nacque nel 1841. Sua madre, Clotilde Del Nobolo, proveniva da un’antica famiglia di Montevarchi; il padre Angiolo invece era medico; un medico colto e appassionato di classici, che lasciò anche alcune pubblicazioni. Già in giovinezza Isidoro manifestò l’interesse per la cultura letteraria che l’avrebbe accompagnato tutta la vita. Pur conducendo studi giuridici, sperimentò presto le prime prove poetiche, che attirarono l’attenzione nientemeno che di Giosuè Carducci; ancora giovane cominciò a coltivare anche gli studi storici, a stretto contatto con l’ambiente fiorentino della Nuova Antologia e dell’Archivio storico italiano. Una volta terminati gli studi, iniziò a lavorare come insegnante in varie scuole superiori in Toscana e in Romagna.

La vera svolta della sua vita professionale avvenne nel 1868, quando fu assunto dall’Accademia della Crusca, la veneranda istituzione del Vocabolario, tempio degli studi sulla lingua italiana. All’interno dell’Accademia Del Lungo percorse tutta la sua vita di intellettuale, fino a diventarne presidente dal 1916 al 1923, dopo aver rivestito la carica di arciconsolo: anche nei decenni successivi, quando la fama dei suoi lavori gli meritò la proposta di una cattedra universitaria a Milano, Del Lungo preferì dedicarsi esclusivamente alla ricerca e all’incessante lavoro di studi della storia della lingua. Le ricerche della Crusca erano dedicate, come sono ancora oggi, all’approfondimento dell’evoluzione della lingua italiana attraverso la ricerca e il recupero delle testimoniane letterarie dei primi secoli, specialmente il periodo dal Due al Trecento. Per questo il lavoro di Del Lungo fu rivolto innanzitutto all’analisi dei testi medievali, ai quali consacrò studi accuratissimi, in qualche caso ancor oggi fondamentali. Le sue ricerche sulla Cronaca del fiorentino Dino Compagni, contemporaneo di Dante, lo portarono a redigere un lavoro monumentale sulla storia, la società e la cultura di Firenze al tempo del Divino Poeta. Gli studi danteschi furono uno delle grandi passioni di Del Lungo, che non a caso figura tra i fondatori della Società dantesca italiana nel 1888. Nei suoi numerosissimi studi sulla letteratura italiana dalle origini fino al Settecento, su Dante e i cronisti trecenteschi ma anche su Poliziano, Galileo, Parini, Del Lungo applicò sempre un rigoroso metodo storico, che intendeva comprendere i grandi classici della poesia collocandoli nell’ambiente in cui vissero attraverso un’approfondita ricerca nelle fonti d’archivio e nei manoscritti antichi. Un metodo, quello di Del Lungo, che ebbe una grande fortuna anche nella formazione scolastica, prima che prevalesse l’impostazione culturale dell’idealismo di Croce e Gentile.

Una dote speciale di Isidoro Del Lungo fu quella di conferenziere, perché i suoi interventi anche quando molto densi ed eruditi nei contenuti sapevano sempre catturare l’attenzione per l’uditorio, e per questo le sue innumerevoli pubblicazioni sono non di rado il frutto di incontri pubblici e conferenze.

 La stima per il suo ruolo di presidente della Crusca e l’autorevolezza dei suoi lavori di ricerca fecero col tempo di Del Lungo uno degli interpreti più noti della cultura ‘ufficiale’ dell’Italia liberale: innumerevoli sono i suoi interventi in occasioni pubbliche, fino alla nomina a Senatore che gli giunse nel 1906. Nelle sue vesti di senatore prese parte con convinzione all’entrata dell’Italia nella Grande Guerra e alla mobilitazione anche culturale per lo sforzo bellico.

Questa prestigiosissima carriera non impedì a Del Lungo di continuare a coltivare i legami con l’ambiente in cui era cresciuto, Montevarchi. La biblioteca Poggiana conserva ancora le dediche manoscritte dei suoi libri, con messaggi di grande affetto per l’istituzione valdarnese, e tra le sue innumerevoli opere vi sono anche molti scritti d’occasione dedicati proprio al territorio delle sue origini, ad esempio un solenne discorso per l’inaugurazione del monumento a Umberto I nell’omonima piazza di Montevarchi.

Nel 1923 accettò la carica di presidente dell’Accademia Valdarnese del Poggio. Era l’ultimo periodo della sua vita, nel quale certamente non poteva avere le forze per una presenza molto assidua, ma certo con il lustro della sua presidenza poté contribuire alla vita del sodalizio culturale valdarnese, fino alla sua morte nel 1927. La memoria di Del Lungo, molto cara a Montevarchi e in particolare all’Accademia, si perpetua non solo nelle collezioni librarie ma anche nei suoi ritratti, specialmente quelli realizzati dall’artista suo contemporaneo Pietro Guerri, che ancor oggi si incontrano nelle sale dell’Accademia.

Lorenzo Tanzini

Lorenzo Tanzini

Presidente dell'Accademia Valdarnese del Poggio

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